PONTE PONENTE PONTE PI


Il libro è una antologia di filastrocche, conte, scioglilingua in italiano, provenienti da tutte le Regioni d'Italia. L'autrice fa inoltre una ricerca temporale e linguistica per ogni singola Regione, pubblicando antiche filastrocche documentate in testi editi tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, oltre alle conte, filastrocche e scioglilingua in dialetto che sono tuttora in uso, frutto di ricerche su campo. Vi è anche una ricerca sulla provenienza di alcuni testi e il paragone con altre simili e che sono famose in tutto il mondo. Una per tutti "San Martino campanaro" che viene riportata in 12 lingue. La ricerca si avvale anche delle partiture musicali ad opera del M° Giovanni Pecoraro e delle mappe cognitive della già direttrice scolastica Giovanna Giarraffa. Le illustrazioni della copertina e del testo sono di Ilaria Marinelli. Ciò che caratterizza le filastrocche è essenzialmente la musicalità, il ritmo, la sonorità delle parole, favoriti da una struttura che è fortemente iterativa e pertanto facilmente assimilabile e memorizzabile dai bambini più piccoli, che sono attratti più dal ritmo e dal significante che dal significato. Anche per questo motivo troviamo molte filastrocche che non hanno un senso compiuto. Bruno Munari ricordava che "non dobbiamo preoccuparci del senso logico perché ai bambini non interessa; sentite cosa dicono loro nei loro giochi: auliulé, chitaprufì, talunsinghé, tulilem lem blum tulilem lem blu.." Non c’è un senso logico in questa filastrocca: c’è il gioco verbale, c’è il ritmo, ci sono vaghe immagini. Da diversi anni ormai non escono raccolte di filastrocche. Si rischia ancora una volta di perdere un patrimonio culturale importante perché legato alle nostre tradizioni e alla nostra identità. La scrittura è il prolungamento della memoria dell’uomo e ci consente di non dimenticare e di non disperdere un patrimonio prezioso, oggi messo in pericolo dalla globalizzazione che annulla le diversità culturali "omologando conoscenza e identità".